Safer Internet Day, più minori vittime del cyberbullismo

Li chiamano “nativi digitali“, ma il vantaggio informatico che acquisiscono rispetto ai loro genitori non li rende immuni dalle insidie della Rete. Anzi, nel 2014 sono aumentate, tra i minori, le vittime di cyberbullismo e si potrebbe stimare un volume reale di casi “5-6 volte” superiore rispetto a quelli denunciati. I giovani internauti si rivelano così utenti vulnerabili e “poco consapevoli”.  Secondo la ricerca –  commissionata dal Moige  e condotta dal professor Tonino Cantelmi dell’Università Lumsa – 1 ragazzo su 3 accetta online amicizie da estranei e 1 su 5 incontra questi sconosciuti anche offline. In occasione del Safer Internet Day 2015, è stata presentata a Roma, al Viminale, la quarta edizione del progetto “Per un web sicuro“, promosso dal Moige (Movimento italiano genitori) e dalla Polizia postale e delle comunicazioni, in collaborazione con Trend MicroCiscoHpVodafone e con Google Italia.  Anche quest’anno la campagna del MOIGE si avvale del concreto supporto di un’indagine, dal titolo “La dieta mediatica dei nostri figli”, condotta da Tonino Cantelmi.

Proponiamo una rassegna stampa della notizia 

Link alla ricerca “La dieta mediatica dei nosti figli

Video della presentazione della ricerca La dieta mediatica dei nostri figli 

Fonte: Ansa  del 10 febbraio 2015
Internet Safer Day, più minori vittime del cyberbullismo
Indagine Moige-Polizia. Da Google a Intel, le iniziative per la giornata internazionale

Li chiamano “nativi digitali”, ma il vantaggio informatico che acquisiscono rispetto ai loro genitori non li rende immuni dalle insidie della Rete. Anzi, nel 2014 sono aumentate, tra i minori, le vittime di cyberbullismo e si potrebbe stimare un volume reale di casi “5-6 volte” superiore rispetto a quelli denunciati. I giovani internauti si rivelano così utenti vulnerabili e “poco consapevoli”. Lo dice una indagine del Moige e della Polizia postale per l’Internet Safer Day. Secondo la ricerca – condotta dal professor Tonino Cantelmi dell’Università Lumsa – 1 ragazzo su 3 accetta online amicizie da estranei e 1 su 5 incontra questi sconosciuti anche offline. Nell’Internet Safer Internet Day, Polizia postale e Moige lanciano la quarta edizione del progetto di formazione e informazione “Per un web sicuro”, che raggiungerà 70 scuole medie in 15 regioni, per un totale di 23 mila studenti e 50 mila tra docenti, genitori e nonni coinvolti. Obiettivo, ha spiegato la presidente del Moige, Maria Rita Munizzi, è aiutare i ragazzi “ad adoperare il web” nel modo giusto, “conoscendone i tranelli”. E cresce la preoccupazione per i reati connessi al cybercrimine tra gli utilizzatori di Internet in Europa, nel 2014. Lo rivela un sondaggio Eurobarometro, secondo il quale l’85% del totale degli intervistati (l’82% in Italia) concorda che il rischio di diventare vittima è in aumento, facendo segnare un 9% in più rispetto al dato di uno studio del 2013. In crescita in tutta Europa sono anche i timori rispetto alle diverse tipologie di reato (furto di identità; pirateria della casella di posta elettronica o del profilo sui social media; ritrovarsi vittima di frodi legate ad una transazione bancaria o con carte di credito). Anche alla luce di questi risultati il commissario Ue all’Immigrazione e Affari interni Dimitris Avramopoulos, annuncia “uno sguardo rinnovato all’approccio” sul fenomeno, in vista della preparazione dell’Agenda europea sulla sicurezza. Molte anche le iniziative dei big della tecnologia per la giornata internazionale della sicurezza sul web. Google ha messo a punto due vademecum uno per le famiglie e uno ‘allargato’ a tutti gli utenti, in cui da’ consigli su come proteggersi. Intel pone l’accento sulla sicurezza dei dispositivi mobili e F-Secure mette in guardia contro i ‘malware’ per pc che “tentano di rubare i nostri soldi, i nostri contenuti e i nostri dati”. Anche Microsoft Italia in collaborazione con la Polizia postale ha offerto il suo contributo alla giornata della sicurezza sul web: ha organizzato un incontro all’Aquila con gli studenti della scuola media Dante Alighieri per aiutare i ragazzi ad utilizzare al meglio le opportunità offerte dal digitale.
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Fonte:  Polizia di stato del 10 febbraio 2015
“Per un web sicuro”: al via la IV edizione

In occasione del Safer Internet Day, è stata presentata a Roma, al Viminale, la quarta edizione del progetto “Per un web sicuro”, promosso dal Moige (Movimento italiano genitori) e dalla Polizia postale e delle comunicazioni, in collaborazione con Trend Micro, Cisco, Hp, Vodafone e con Google Italia. 
L’obiettivo è quello di sensibilizzare oltre 70 mila persone tra ragazzi, genitori e insegnanti su un uso corretto e responsabile della Rete. Quest’anno il progetto interesserà 70 scuole medie in 15 regioni d’Italia. Agli studenti è anche rivolto un concorso a premi che permetterà a cinque istituti vincitori di aggiudicarsi materiali informatici utili per la didattica. 
Madrina dell’iniziativa Milly Carlucci, che ha partecipato alla presentazione con un video messaggio. 
La conferenza stampa, durante la quale sono stati presentati i risultati dell’indagine “La dieta mediatica dei nostri figli”, condotta da Tonino Cantelmi, professore ordinario di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione, è stata moderata dal giornalista sportivo Stefano Pantano. 
Le dichiarazioni 
“Prevenzione e formazione sono gli strumenti più efficaci per far sì che i giovani imparino a navigare con prudenza in Internet e per aiutare, allo stesso tempo, i genitori a conoscere i mezzi a loro disposizione per proteggere i figli dai pericoli del web”. “Questa iniziativa ne è un esempio tangibile per far vivere la rete Internet come una grande opportunità e non un pericolo per i nostri figli” – ha affermato Roberto Sgalla – direttore centrale delle Specialità della Polizia di Stato. 
“La tutela dei minori online è un atto di responsabilità collettiva che deve essere condivisa da genitori, istituzioni e operatori” – così ha dichiarato Maria Rita Munizzi, presidente nazionale Moige -” la lotta al cyberbullismo e all’adescamento virtuale non può prescindere dalla sinergia di queste forze e dall’educazione ad un uso consapevole della Rete. Abbiamo il dovere come genitori, di stare accanto ai nostri figli nella vita online proprio come facciamo offline”. 
Così Carla Targa, responsabile di marketing e comunicazione di Trend Micro Italy: “In Trend Micro lavoriamo da sempre per rendere sicura la vita digitale delle persone. Questo per noi significa educare e fornire gli strumenti adatti per rendere Internet e i social network un luogo sicuro e protetto, in particolar modo per i giovani. Per questo motivo sosteniamo ‘Per un web sicuro’, che quest’anno ci vedrà impegnati fianco a fianco anche nelle scuole”. 
“Negli ultimi dieci anni l’Information Technology ha trasformato il modo in cui le persone comunicano, collaborano ed interagisco – ha commentato Enrico Martines, direttore formazione e sviluppo, responsabile social innovation di Hewlett-Packard italiana – per questo sosteniamo le iniziative di diffusione dell’uso consapevole della Rete, incontrando ragazzi, genitori e insegnanti affinché l’innovazione tecnologica possa rappresentare un elemento di progresso e di consapevolezza”. 
“Sosteniamo da diversi anni le iniziative del Moige, perché condividiamo la necessità di aiutare i più giovani ad usare in modo consapevole e sicuro le risorse del mondo digitale in cui sono immersi fin dalla prima infanzia: un mondo sempre più ricco di connessioni e di possibilità, ma anche di complessità” ha detto Elena Contessi di Cisco Italia. 
“Come mamma so quanto sia importante e difficile proteggere i nostri figli dai pericoli del web – queste le parole di Milly Carlucci, madrina dell’iniziativa – Internet è una grande opportunità e non deve far paura, ma va utilizzato in modo responsabile. Ai genitori dico di impegnarsi a colmare il digital divide per non restare indietro, ma accanto ai propri figli anche sulla Rete”. 
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Fonte: TGCOM24.it del 10 febbraio 2015
Internet Safer Day, i big dell’high tech in campo per la sicurezza online
I più esposti ai rischi del web sono proprio i nativi digitali. Google ha lanciato due vademecum: uno per la famiglia e uno per tutti gli utenti.

Sono nati con le dita sulle tastiere dei computer e cresciuti col touch screen degli smartphone, ma le loro superiori competenze informatiche non li mettono al riparo dai rischi che comporta l’uso costante del web. Ai cosiddetti “nativi digitali”, ma non solo, è dedicata l’Internet Safer Day, la giornata per la prevenzione e la formazione contro i pericoli del web che da ormai 12 anni l’Ue promuove e celebra ogni 10 febbraio. Una giornata a cui anche i colossi dell’high tech, da Google a Intel, hanno voluto dare il loro contributo, elaborando dei vademecum per un uso più consapevole della rete.
Proteggere le password, uscire sempre da tutti i programmi in rete e controllare sempre le impostazioni sulla privacy. Sono i consigli principali contenuti nelle due guide di Google, una per le famiglie e una allargata a tutti gli utenti.

Intel, dal canto suo, pone l’accento sulla consapevolezza del problema e sulla sicurezza dei dispositivi mobili. “In Italia – afferma la compagnia – è emerso che il 27% degli utenti ‘mobile’ non protegge con codice Pin o password il proprio smartphone, mentre il 30% utilizza lo stesso Pin su molteplici dispositivi. Inoltre, quasi la metà permette alle proprie app di accedere a fotografie (46%) e informazioni di contatto (45%), fino a un 60% che consente alle app di accedere alla propria posizione”.
Una consapevolezza che rispetto agli scorsi anni è molto aumentata se, come emerge da un sondaggio Gallup dell’ottobre 2014, ci sono più persone che temono che il loro account venga violato di quante temono che qualcuno entri nelle loro case.
Nel 2014 è cresciuta la preoccupazione per i cybercrimini tra gli utilizzatori di Internet in Europa. A rivelarlo è un sondaggio Eurobarometro, per il quale l’85% degli intervistati (82% in Italia) è convinto che è aumentato il rischio di diventare vittima di questo tipo di reati. Erano il 9% in meno nel 2013. In crescita le ansie legate al furto di identità, all pirateria della casella di posta elettronica o del profilo sui social media, alle frodi legate ad una transazione bancaria o con carte di credito.
I cosiddetti “nativi digitali”, che si collegano alla rete più volte al giorno e per molto più tempo degli adulti, sono anche più esposti. Un’indagine del Moige e della Polizia postale rivela che i giovani internauti sono vulnerabili e poco consapevoli. Secondo la ricerca, condotta dal professor Tonino Cantelmi dell’Università Lumsa, nel 2014 le vittime di cyberbullismo sono aumentate e il volume reale dei casi supera di cinque-sei volte il numero delle denunce.
I dati parlano chiaro: un ragazzo su tre accetta online amicizie da sconosciuti e uno su cinque incontra questi estranei anche al di fuori della rete. Ragazzi che rischiano di finire vittime di reati come il furto d’identità, sexting, cyberbullismo, trolling, adescamento e violenze sessuali online. I dati della polizia postale per il 2014 rilevano 345 vittime di abusi in rete, contro le 109 del 2013. Il reato più diffuso è il furto d’identità sui social network, che ha subito una vera e propria escalation nel giro di un anno (114 casi nel 2014, solo 23 nel 2013).
Da un’altra ricerca, stavolta realizzata da Telefono Azzurro Dopxakids, emerge che gli stessi adolescenti sono allarmati dai pericoli della navigazione nel web. Il 64% dei minori che si connette teme che le informazioni condivise vengano usati per scopi diversi da quelli dichiarati. Il 15% del campione intervistato ha già subito un furto di identità e il 30% è pentito di ciò che ha condiviso online. Il senso di insicurezza è talmente radicato che circa metà dei ragazzi si rivolge agli adulti per essere consigliato sul modo più sicuro di navigare, ma i genitori sono troppo spesso inadeguati e loro stessi inconsapevoli dei rischi.
Lo scopo dell’Internet Safer Day è sensibilizzare sui rischi che comporta l’utilizzo di Internet e fornire gli strumenti tecnici, educativi e formativi per rendere il web più sicuro. Il tema di quest’anno, “Let’s create a better Internet together”, rappresenta un invito a tutti gli attori in gioco (famiglie, politici, istituzioni, aziende del settore) a collaborare per contrastare le insidie che si nascondono nella navigazione online.
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ALTRE NOTIZIE LINK

Fonte: Il secolo D’Italia.itdel 10 febbraio 2015

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