I buoni propositi migliorano l’umore basta non porsi traguardi impossibili

Ancora pochi giorni e leveremo i calici al 2022 con la speranza che spazzi via le insicurezze e le paure dell’anno appena passato e apra le porte ai nostri sogni. Capodanno è, per tutti, un giorno di · bilanci, un libro bianco tutto da scrivere, un momento nel quale riflettere su cosa è andato storto e quali strategie utilizzare per
disegnare un futuro migliore. Dimagrire, smettere di fumate, iscriversi a un corso di tango, fare una crociera in barca a vela, cercare un nuovo lavoro o un amore da favola. Non importa quali siano i nostri desideri. Quello che può essere d’aiuto è stilare una lista di buone intenzioni per l’anno nuovo e adoperarsi affinché si realizzino. Per gli esperti di Guidapsicologi scrivere i buoni propositi fa bene alla mente e migliora ·la nostra motivazione al cambiamento.
Un’usanza che ha origini antichissime. Con un rituale si dava il benvenuto al nuovo anno già quattromila anni fa, in Babilonia.
Anche i romani la notte di San Silvestro contavano i traguardi raggiunti guardando alle conquiste future mentre in Cina, il primo gennaio, era dedicato alla pulizia profonda della casa, un rito per gettare via le cose inutili e eliminare lo sporco accumulato.
Ancora oggi, milioni di persone nel mondo, mettono nero su bianco i desideri che vorrebbero realizzare ma solo il 10% ci riesce. I più, dopo pochi giorni o settimane, perdono il mordente e il cambiamento svanisce. Per gli psicologi il segreto è provare a “semplificare” l’obiettivo. Per esempio, volersi liberare dei chili di troppo è un desiderio generico. Meglio allora decidere di perdere un chilo a settimana nei prossimi tre mesi. Il traguardo deve essere Smart (semplice, misurabile, raggiungibile, realistico e in un certo tempo). Sognare in grande non funziona.
È possibile realizzare desideri anche molto ambiziosi ma a piccoli passi. Adesso però, dopo due anni di lotta al Covid, anche i nostri sogni sono cambiati. In tanti, a San Silvestro, chiederanno alle stelle’ solo un anno sereno, senza lo spettro del virus.


Gli stati emotivi degli italiani in tempi di pandemia sono stati al centro di un’indagine condotta dall’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale (ITCI): quasi Il 60% degli intervistati ha sentito come emozione prevalente l’incertezza, il 30% la speranza e a seguire paura, tristezza e altri stati d’animo negativi. «Il primo giorno di un nuovo anno simboleggia una rinascita. Mai come in questo momento è importante proporsi degli obiettivi esistenziali, come per esempio, volere essere migliori – dice Tonino Cantelmi, presidente ITCI e docente di psichiatria presso l’Università Gregoriana di Roma – È importante perché significa aprirsi alla speranza che genera endorfine ed è l’unica vera porta verso il futuro. Darsi dei buoni proponimenti è un modo per ripartire e dare completezza al tema della rinascita».

Ma la trappola mentale dietro l’angolo è quella della illusione. Il nostro cervello, spiega Cantelmi, è capace di autoingannarsi. L’illusione altro non è che un desiderio staccato dalla realtà. Attenti quindi a non rincorrere traguardi irrealistici che potrebbero farci solo male. «L’unico vero consiglio è di proporsi degli obiettivi realizzabili e di non aver paura di prendere un impegno con sé stessi per modificare la realtà – spiega Cantelmi – per rinascere bisogna avere un cervello flessibile, scoprire per che cosa vale la pena impegnarsi. questo senso il vero proposito per l’anno nuovo è prendere un impegno, anche ambizioso ma realistico, circa la vita che vogliamo fare. C’è speranza, c’è la possibilità di cambiare? La risposta è si. Il primo gennaio è il giorno migliore per ripartire con le endorfine della speranza».
 

Fonte: Il Messaggero del 29/12/2021. Di  Barbara Carbone